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Voglio essere come il mare che segna e cancella, disegna figure sulla sabbia e poi le dimentica per altre.
Voglio essere la corrente del mare che sempre è un viaggio, mai è sola, instancabile, senza meta precisa o regole.
Voglio crearmi e distruggermi, ma so che è superbia .
Mi vergogno, ma ancora di più perché non mi sono vergognata a dovere per essere lo schifo che sono .

Bleah
Vorrei essere un eremita via da tutto questo via

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Waiting

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Noia noia noia l’attesa…
L’attesa soffoca, comprime il diaframma, dilata il tempo come il calore con i metalli; e io rimango tra mille dubbi, congetture e paure.
E il tempo che scade sempre così in fretta, adesso diventa inutile, tagliente e perso… Mentre la vita va avanti, la speranza è diventata così luminosa, che acceca i miei occhi e non rende più visibili gli onerosi impegni presi, e toglie così senso ai giorni che si separano dal dolce desiderio…

Appello

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Ragazzi e ragazze,
Vi lancio un appello. Commentate a piacere.
Come state innanzitutto? Che fate nella vita?
Secondo voi so scrivere? Vi piace il mio linguaggio?
Quale arte voi scegliete per esprimervi? Ci credete ancora nell’arte o pensate che sia scaduta in un link di condivisione su un impalpabile social network?
Tell me!❤

Depressione

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Depressione è non dare più voce ai desideri, impulsi, speranze. La forza si è affievolita e non c’è più il vento della speranza perché questa si è già trasformata in un soffio leggero che tutto spegne… Come ? Come ha potuto abbattersi l’animo? Non vede le altre persone come ritte vanno avanti? Sbaragliando gli ostacoli e gioendo dei piccoli-grandi passi?? E tu intanto piagnucoli, allontanando le persone, le energie positive come uno spaventapasseri che invece al mattino si era vestito per farsi notare. E alla prima sconfitta il tuo atteggiamento arrendevole non può che trascinare anche tutti i tuoi prossimo obiettivi giù, nel fallimento, come un domino di colpi al cuore.
E allora volti pagina, anzi cambi direttamente libro, e adesso sei entusiasta dei primi capitoli ma improvvisamente, senza avvertire nemmeno te stessa, ritorni di soppiatto al primo, forse per il disagio di due o tre frasi…

Le ferite si sbiadiscono piano piano, ma solo perché coperte dalla sabbia del tempo, e con la sabbia sopra non le vedi più, ma in questo modo, a volte, le cicatrici bruciano di più, ma ora non sai più darle un nome. E in quell’attimo lo sguardo dall’esterno sembra si perda, ma in realtà va alla ricerca, in un film passato senza titolo e regista, di un perché. E la risposta è la rinuncia e questa è un obbligo, un’imposizione della vita e il giusto deve saper rinunciare, sacrificare, perdere e lasciar perdere, camminando sui Carboni ardenti non sapendo dimenticare mai. Mai i rifiuti, gli sbagli, mai i bei sorrisi e le illusioni calde.
Ma un sognatore che non sogna più che cosa poi sarà, adesso?!

Sistemi che si compenetrano.

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Grazie amici! Per me voi siete una famiglia. E ora siamo qui insieme, abbracciati, a volte lontani ma mai abbastanza per non sentire quello che proviamo, per non interagire continuamente l’uno con l’altro. Come se fossimo in simbiosi, mentre ti fai male io tremo, mentre festeggi un successo io divento sicura anche delle mie capacità. Abbiamo respirato la stessa aria, mangiato lo stesso cibo, conosciuto perlopiù gli stessi posti, avuto in parte la stessa educazione. Conosciamo il colore dei nostri occhi, le varie inflessioni dei nostri sguardi, i difetti non ci scandalizzano più, di risate e serate insieme non siamo mai sazi. Ci soddisfacciamo anche nella noia e monotonia, ci sorprendiamo ogni volta della nostra bellezza. Se ci perdiamo ci sentiamo persi, la presenza e la mancanza sono forti in ugual modo. Vi tengo nel cuore amici, e il mio cuore si allarga sempre quando vi percepisce!

L’ozio è il padre della creatività

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Non voglio più ragionare, analizzare fatti, episodi tra i vari se e ma.. Voglio stare coricata sul divano, o al massimo con i piedi in ammollo nella bacinella d’acqua con i sali cercando di alleggerire il dolore di vesciche e calli vari, che molto dicono riguardo il mio ultimo week end!!
E subito mi svolazzano in testa pensieri liberi, creativi.. Come farei una foto, con quale paesaggio di sfondo, che vestiti indosserei, penso senza visualizzare il futuro, senza sperare o illudermi.
La vita è un flusso, un po’ circolare, ma si fossilizza in una certa situazione quindi che motivo c’è di preoccuparsi tanto? Perché stare a rimuginare o a vivere in funzione di qualcosa che potrà accadere in futuro?
Mah… A dire la verità non dovete ascoltare la mia saggezza perché ho raggiunto pochi obiettivi prefissati, forse uno su centomila, anzi mezzo! Quindi non seguite il mio stile di vita 🙂 ciao!!! Buone vacanze!!!!! E viva il soleeee!!!!

Effetto dei social network

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Oggi pomeriggio guardavo le foto che sui social network destano più attenzione, insomma, ricevono più ‘mi piace’ (in particolare anche da chi é stitico nel fare apprezzamenti), e perlopiù queste foto sono di donne dal corpo mozzafiato, con viso più o meno angelico, truccate e vestite in maniera tale che sembrano appena tornate da uno shopping sfrenato e da uno studio analitico dei consigli di avvenenza che danno settimanalmente i ‘giornali da cesso/parucchiera’.
Ecco i pensieri che mi sono venuti in mente a riguardo :
A) queste ragazze hanno tempo da perdere, denaro da spendere, genitori buoni
B) per loro ‘fatica’ significa ‘sudare in palestra’ (anche se ammetto che in effetti, anche per me, lo sport sarebbe la fatica più grande della giornata, se lo facessi, intendo!)
C) loro danno agli uomini quello che si aspettano, le tipe un po’ originali e le universitarie come me danno agli uomini quello che il più delle volte non si aspettano, e cercano di dare, invece, a sè stesse quello che si aspettano da loro
D) forse dovrei tonificarmi di più
E) essere strabelle é una fortuna, ma può portare a tanta invidia o a falsi interessi; il corpo può far ombra all’anima
F) vorrei avere quegli orecchini e un parucchiere personale come loro
G) non avrò mai quell’abbronzatura
F) non me ne frega niente , la vita non é un ‘mi piace’, un chiassoso applauso dal pubblico
G) ma la mia é invidia, perché neanche se mi impegnassi raggiungerei la loro popolarità
H) ma é ovvio, d’altronde non mi piacerebbe vivere con i miei ideali corrotti, piegati come la mia schiena per far vedere il sedere umiliato
I) le mamme, che sono le Donne per antonomasia, non sono mai miss o delle top, gli uomini amano le imperfezioni, forse il mio ragazzo mi ama soprattutto per queste
L) in ultimo sono andata a fare una corsa. Dopo 300 metri la corsa é diventata camminata, infine chiacchierata spensierata con un amico

Sono le 23,31 di mercoledì sera e sono con i libri sulle ginocchia, una musica, che arriva della piazza dove si svolge un saggio, che suona ‘vagabondo che sono io’, tipica…
Rileggo le stesse parole di questo post più volte e mi sembra perdano di significato, rimangano nude solo del loro suono e andando avanti col ripeterle mentalmente non riesco più a capire se si scrivano proprio in quel modo in cui le vedo o se c’è stato qualche errore.
La mia coscienza si sta perdendo, la spia dell’area corticale prefrontale é accesa e lampeggia di rosso in segno di stanchezza.
Buonanotte.

Fiducia

Penso che la fiducia e l’amore per sé stessi siano la base per costruire grandi progetti, il primo chiodo piantato nella roccia per incominciare la lunga scalata, la spinta per partecipare al gioco senza pensare che sia regolato tutto dal caos.
‘Credere in sè stessi’ può averlo insegnato la madre premurosa con le sue carezze e complimenti, l’insegnante che riconosce e incoraggia i talenti che vede in quell’alunno per nulla speciale agli occhi degli altri; il vecchio saggio che perdona il brigante senza chiedere nulla in cambio, e con quel gesto gli dona il peso della vergogna dei suoi errori, subito peggio da sopportare della pena, ma anche il valore immenso della libertà e del poter recuperare dai propri sbagli, l’improvvisa chiara consapevolezza che l’animo umano può guadagnare anche facendo del bene.
Non so se l’amore per sé stessi, l’ottimismo e il coraggio lo possiamo trarre solo da noi stessi, prima qualcuno o un’esperienza ce li devono infondere. Ma questa é solo una mia opinione.

Uno é quel che da

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Pioggia lava via la mia ansia di vivere!
Vorrei aver finito gli esami, uscire di casa gioiosa e libera. Ma ora sono schiava di date d’appelli, libri, quaderni, dispense e .. Ansia… Ansia della promozione, poi del voto, delle ore che passano, dei pensieri che volano via, delle mani che cercano il cellulare come via di fuga… E il cervello non si connette più.
Ma in fondo al mare, sempre sdraiata sul lettino, diciamolo, mi annoierei, e inoltre correrei il rischio, in quello stato sudato di nullafacenza, di perdermi nei meandri della mia mente e di creare pensieri pericolosi per la mia serenità, ripescando ombre dal passato o innescando paranoie sul sex appeal del mio fisico.
Anche il tempo libero può essere faticoso insomma…ad esempio, stamattina sono andata a fare shopping e a un certo punto tra tutte quelle stoffe, quelle perline e colori ho avuto un brutto calo di pressione. 🙂 studiare comporta meno rischi!!!;)
Ma nonostante queste autogiustificazioni continuo a sognare il lunedì di vacanza dopo un anno di lavoro, la mattinata corta con la colazione alle 11, il mal di testa rimasto dalla sera prima, la passeggiata sul bagnasciuga in compagnia delle amiche col costume appena sfoggiato, la depilazione appena fatta, lo smalto ai piedi, il sole che scalda e brucia i doveri, gli orari che vengono dettati solo dalla marea e dai locali che accendono la musica all’orario dell’aperitivo…
Voglio sentirmi vibrare dentro e ridere ridere libera senza dimostrare niente a nessuno, come a 15 anni con i capelli ricci al vento senza elastico e le amiche di sempre in completa sintonia con te.
Libera di urlare, cantare, ballare .. A caso, senza coordinazione, in uno stato dionisiaco.