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Scritto di lunedì 17/09 (Paolo Fox disse per noi leoni che avremmo cercato indipendenza dai genitori e avremmo fatto scelte importanti. Assicurava anche fortuna in amore… Boh!)

‘Stamattina volevo dare una svolta alla mia vita che sta andando avanti per inerzia con la mia mente che da volante è diventata seggiolino dei bambini nel sedile posteriore, o portabagagli tanto per intenderci.
Purtroppo (o per fortuna!) oggi è lunedì e i parucchieri sono chiusi e la mia idea di tagliarmi i capelli di 20 cm non ha potuto avere libero sfogo. In realtà sotto a casa qui a Parma c’è un negozio di parrucchieri cinesi che oggi tiene aperto (vabbè, lavorano anche a Ferragosto, figurati se si fanno problemi per il lunedì), ma ho avuto il buon senso di aspettare altre mani per un cambio d’estetica così radicale (non perché dubiti delle loro capacità, solo che non vorrei uscire e sembrare un manga).
Quindi al posto delle doppie punte ho scelto di puntare su rami secchi (tesoro mi dispiace, ma non sarò il tuo zerbino o il tuo sfogo ormonale, se vuoi che qualcuno ti faccia sentire importante ci penserà il tuo libretto universitario) e sul marcio impiego del mio tempo libero (e non): andare su fb.
Andare su fb cosa vuol dire adesso per noi poveri esseri pensanti su cui lo stato investe soldi per istruirci e per cui i nostri avi hanno lottato e scatenato rivoluzioni per farci sentire più liberi? Fb ci dice che serve per ‘rimanere in contatto con le persone della tua vita’. Aspettate… Avete sentito anche voi un cane abbaiare?! Bau!!!
In realtà i social network sono una perdita di tempo. Ok, solita espressione trita e ritrita. Ma noi cosa possediamo se non il tempo? Non per prendere il posto del defunto Seneca, ma effettivamente è la cosa più preziosa che abbiamo. È come una saponetta che o scivola via inconsapevolmente. Si dice che anche le cellule abbiano una memoria: il tempo è intrinseco dentro di noi, non gli si può sfuggire o combattere contro, bisogna rassegnarsi al suo scorrere. Steve Jobs, tra le altre, disse questa frase molto significativa : ”la morte è la migliore invenzione della vita”. Sì, perché la morte ci sbatte in faccia la brevità e la limitatezza della vita. Spendere tempo su un social network significa reagire passivamente alla vita, stare bella comfort zone, precluderci le reali occasioni di gioia e serenità.
Un blog penso che sia diverso.
Sento la necessita di tenere questo blog perché lo vedo come uno sfogo e un’occasione di libertà creativa. Quindi penso che sia una dimostrazione più attiva (e meno costruita in funzione del giudizio degli altri) della propria identità rispetto a una ”bacheca”. ‘

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