Tag

, ,


Voi di cosa avete paura?
Io di alcuni numeri. In particolare della combinazione del 6 e del 4. Che spesso si trovano insieme (nelle targhe, nell’orario,…). So anche il motivo, che non mi va di spiegare, della fobia di questo numero, cattivo presagio per me, che con questo post spero appunto di esorcizzare.
Ho, come avete intuito, uno strano rapporto con i numeri. Molto stretto.
Non sono un genio in matematica, ma mi piace molto. Forse perché sono molto razionale, mi piace collegare cause e conseguenze, significati logici agli eventi, come in una dimostrazione di un teorema. Mi piace la matematica perché più la risoluzione a un problema é breve e semplice e più probabile é che il metodo sia corretto. Non so nella realtà (in cui le variabili sono incalcolabili) se é sempre così.
Dicevo che ho uno strano rapporto con i numeri; questo parte da quando ero piccola, alle elementari penso: contavo tutte le lettere di ciascuna parola nella frase che una persona pronunciava nelle mie vicinanze, se la somma era un multiplo di 5 (e quindi nella mia immaginazione era contenuta nelle mie mani) era perfetta.
Era una mania da cui mi sono sforzata per togliere.
Il condizionamento dei numeri.
Come può un numero essere considerato perfetto?
La mente é senz’altro contorta e se ci pensate questo tipo paranoie non ce le ho solo io, da sempre l’uomo ha associato ai numeri dei significati, pensate alla kabbalah, i tarocchi, la smorfia napoletana, …
I numeri del resto sono un concetto astratto nato per spiegare quello che c’è di più concreto: la quantità. Sono come un collegamento tra cielo e terra, mente e dita della mano, immaginazione e pratica, idee e sensorialità.
E ancora più strana della potenza dei numeri é la tendenza della razionalità umana che categorizza tutto fino a essere superstiziosa. Pensate agli oroscopi: 7 miliardi di persone definite da 12 segni. Assurdo no?! Pensate al giro di soldi dietro questo. Bernard Russell disse che l’astrologia é un male in cui cascarono i personaggi più geniali (vedi anche Pico della Mirandola), che sprecarono del tempo, arrovellando le loro preziosi e brillanti mente, su questa disciplina fondamentalmente inutile.

Se ci riflettete infatti capita che le persone che più spesso sono molto istruite, cadono nella superbia di ‘aver capito’ e accumulano molti pregiudizi. Gli insegnanti, per esempio, o i politici o giornalisti (e anche i preti senza voler generalizzare o approfondire troppo il discorso). Ecco, magari soprattutto le persone che hanno nei loro incarichi la responsabilità (quasi divina) di giudicare gli altri.

Voi cosa ne pensate a riguardo?

Annunci