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Voglio cadere nel vuoto di Facebook, instagram e Twitter per non pensare più, coprirmi dal mondo, ricostruirlo a piacimento e estraniarmi con una maschera di partecipazione che é il mio virtuale account.
Ora ho bisogno del tuo petto su cui appoggiarmi la mattina, della tua spalla per metterci la mia testa, del tuo occhio per baciarlo.
Ho bisogno di te per sentirmi accettata senza chiederlo, voluta senza insistere, guardata senza sbracciarmi, ascoltata senza gridare, baciata senza avvicinarmi, capita senza troppo gesticolare, amata senza tattiche.
Ora che ho trovato te, dove vivo mi sembra stretto, ancora i solito litigi, offese, rancori. Ancora il sforzarsi inutile e effimero di farsi accettare quando fuori ho già qualcuno, te, che lo fa.
Ora che ho te sarei ipocrita a dire che avrei ancora il respiro pulito, chiaro, non tremolante o affannoso anche se ci allontanassimo. Ma non lo voglio neanche dire.
Vorrei incominciare a ripeterti quei mille grazie, che pur, con tutto il fiato usato nel pronunciarli, non soddisfano il mio senso di gratitudine che sgorge con impeto dal mio cuore.
É come quando le parole non bastano e le dita continuano a scriverle speranzose di farsi intendere al meglio, e la testa ne cerca di nuove ripescando dalla memoria vecchie citazioni e insegnamenti. E la cultura non sembra mai abbastanza per associare alle emozioni le parole.

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