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Caro amico ti scrivo,
Proprio a te, perché noi siamo quelli delle illusioni, delle grande passioni; abbiamo frequentato delle pericolose abitudini e siamo vivi quasi per miracolo, grazie agli interruttori.
Siamo quelli che se ne vanno sognando, e poi si trovano nelle luci grigie come il fumo, dispiacendosi di non saper niente in un mondo che sa tutto. ma io l’ho presa troppo come una sfida: se il gioco si fa duro, si deve giocare.
Meglio era proteggersi, sono strana, lo ammetto e conto più di un difetto, ma Qualcuno lassù mi ha guardato e mi ha detto: “io ti salvo stavolta, come l’ultima volta”.
E poi all’improvviso le nostre strade si incrociarono in un saluto veloce, ma dal tono e lo sguardo profondo:
“Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciao!!!!”
Non vidi più il buio… a guarirmi chi fu? Ho paura a dirti che sei tu…
E…Vivere, é passato tanto tempo, vivere…é un po’ come perder tempo.
Ho incominciato a sorridere dei guai, come non ho fatto mai. Con te vorrei che fosse oggi e in un attimo già domani, perché sarà migliore e io sarò migliore, come un bel film che lascia tutti senza parole.
E ora mentre aspetto che tu mi vanga a prendere, canto una canzone da una melodia antica e iscritta nel cuore:
“Do you hear the people sing singing a sing of angry men? It is a music of a people Who will not be slaves again!”

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