Come una musica che ti emoziona, cantata da quell’insolito signore un po’ sudaticcio con capelli ricci di media lunghezza, conciato da parere un barbone, sul palco di un talent show americano, che, intonate le prime note, ha la capacità di farti percepire un’avvolgente armonia, il senso del mondo ti appartiene.

Come il profumo dell’Iris che entra impetuoso nella camera disordinata, piena di libri da accantonare, foto da mettere da parte, vestiti impregnati di ricordi, che riesce in un attimo come per incanto a svuotare la mente, a renderla più leggera e viva solo di quel momento.

Hanno avuto quest’effetto le tue semplici parole su di me. Consolanti, inaspettate e nello stesso tempo tanto attese, rincuoranti, protettive, serene…

Mi hanno liberato dall’ossessione dei ricordi, dai sensi di colpa, dal frastuono dei tuoi trascorsi dialoghi che si ripetevano nella mente, dalla dolcezza che mi provocava la tua camminata, i tuoi occhi. Mi hanno liberato finalmente dell’amore che offuscava le mie giornate. Ora voglio trovare una nuova speranza e una nuova forza.

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