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Salve bella gente 🙂

Sono un’universitaria disperata che suderà in tutti i sensi sui libri fino a fine luglio!
Manca un mese, direte voi, ma sarà talmente intenso che sembrerà lungo il doppio, e nonostante questo certe volte preferirei che giugno avesse 31 giorni piuttosto che 30 per potermi permettere un giorno in più di studio!
La materia che mi getta in questa disperazione é elettrotecnica e davvero, voglio passarla al primo colpo.
Ormai ho gettato spugna al sogno di una media alta. Non é necessaria quanto sembra del resto. Mi basta andare avanti con un buon ritmo e poi,
l’importante é essere scantati nel mondo del lavoro … E io … Beh, non so neanche se lo sono… Ahah
No in realtà si, perlomeno, faccio una buona impressione.
Anzi, a dire il vero, io appaio doppiamente. A volte sembro meno intelligente di quel che sono e altre volte di più.
Ma le impressioni incostanti che suscito sono conseguenza di una vita un po’ fuori dalle regole, briosa, che segue come un progetto, ma senza una chiara logica, come quei disegni che fanno i grandi stormi di uccelli quando volano, che si dividono in gruppi e si riuniscono attraverso come le dita delle mani quando si aprono e poi s’intrecciano tra di loro, e sembra una danza di trapezzisti al circo.

Ieri sono stata a San Siro, per la mia prima volta in uno stadio, ma non di certo per il calcio, ma come altri 80 000 mila ad ascoltare, lui, Jovanotti. Un’energia che mi faceva vibrare, saltare, ballare e la vedevo nelle gambe, nei sorrisi, nelle mani, nel sudore della gente che accanto a me nel par terre si muoveva come se nessuno li guardasse; gente senza età, gente in cerca di speranza…
Ci vuole speranza perché ognuno di noi é speciale, io ad esempio, non sono un genio, di certo non una sportiva neanche di livello amatoriale, però ho una sensibilità particolare, che a volte mi travolge e abbatte, ma sempre mi fa guardare le persone per il bello che loro hanno da dare.

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