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Depressione è non dare più voce ai desideri, impulsi, speranze. La forza si è affievolita e non c’è più il vento della speranza perché questa si è già trasformata in un soffio leggero che tutto spegne… Come ? Come ha potuto abbattersi l’animo? Non vede le altre persone come ritte vanno avanti? Sbaragliando gli ostacoli e gioendo dei piccoli-grandi passi?? E tu intanto piagnucoli, allontanando le persone, le energie positive come uno spaventapasseri che invece al mattino si era vestito per farsi notare. E alla prima sconfitta il tuo atteggiamento arrendevole non può che trascinare anche tutti i tuoi prossimo obiettivi giù, nel fallimento, come un domino di colpi al cuore.
E allora volti pagina, anzi cambi direttamente libro, e adesso sei entusiasta dei primi capitoli ma improvvisamente, senza avvertire nemmeno te stessa, ritorni di soppiatto al primo, forse per il disagio di due o tre frasi…

Le ferite si sbiadiscono piano piano, ma solo perché coperte dalla sabbia del tempo, e con la sabbia sopra non le vedi più, ma in questo modo, a volte, le cicatrici bruciano di più, ma ora non sai più darle un nome. E in quell’attimo lo sguardo dall’esterno sembra si perda, ma in realtà va alla ricerca, in un film passato senza titolo e regista, di un perché. E la risposta è la rinuncia e questa è un obbligo, un’imposizione della vita e il giusto deve saper rinunciare, sacrificare, perdere e lasciar perdere, camminando sui Carboni ardenti non sapendo dimenticare mai. Mai i rifiuti, gli sbagli, mai i bei sorrisi e le illusioni calde.
Ma un sognatore che non sogna più che cosa poi sarà, adesso?!

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