Serate estive.

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Salve bella gente 🙂

Sono un’universitaria disperata che suderà in tutti i sensi sui libri fino a fine luglio!
Manca un mese, direte voi, ma sarà talmente intenso che sembrerà lungo il doppio, e nonostante questo certe volte preferirei che giugno avesse 31 giorni piuttosto che 30 per potermi permettere un giorno in più di studio!
La materia che mi getta in questa disperazione é elettrotecnica e davvero, voglio passarla al primo colpo.
Ormai ho gettato spugna al sogno di una media alta. Non é necessaria quanto sembra del resto. Mi basta andare avanti con un buon ritmo e poi,
l’importante é essere scantati nel mondo del lavoro … E io … Beh, non so neanche se lo sono… Ahah
No in realtà si, perlomeno, faccio una buona impressione.
Anzi, a dire il vero, io appaio doppiamente. A volte sembro meno intelligente di quel che sono e altre volte di più.
Ma le impressioni incostanti che suscito sono conseguenza di una vita un po’ fuori dalle regole, briosa, che segue come un progetto, ma senza una chiara logica, come quei disegni che fanno i grandi stormi di uccelli quando volano, che si dividono in gruppi e si riuniscono attraverso come le dita delle mani quando si aprono e poi s’intrecciano tra di loro, e sembra una danza di trapezzisti al circo.

Ieri sono stata a San Siro, per la mia prima volta in uno stadio, ma non di certo per il calcio, ma come altri 80 000 mila ad ascoltare, lui, Jovanotti. Un’energia che mi faceva vibrare, saltare, ballare e la vedevo nelle gambe, nei sorrisi, nelle mani, nel sudore della gente che accanto a me nel par terre si muoveva come se nessuno li guardasse; gente senza età, gente in cerca di speranza…
Ci vuole speranza perché ognuno di noi é speciale, io ad esempio, non sono un genio, di certo non una sportiva neanche di livello amatoriale, però ho una sensibilità particolare, che a volte mi travolge e abbatte, ma sempre mi fa guardare le persone per il bello che loro hanno da dare.

Citazione

Quando non c’è …

Quando non c’è più rimedio è inutile addolorarsi, perché si vede ormai il peggio che prima era attaccato alla speranza. Piangere sopra un male passato è il mezzo più sicuro per attirarsi nuovi mali. Quando la fortuna toglie ciò che non può essere conservato, bisogna avere pazienza: essa muta in burla la sua offesa. Il derubato che sorride, ruba qualcosa al ladro, ma chi piange per un dolore vano, ruba qualcosa a se stesso.

William Shakespeare

Da il ‘Mercante di Venezia’

Le parole giuste che spiegano meglio il concetto “non piangere sul latte versato”.

Quanto sarebbe bello avere ancora un linguaggio come quello shakesperiano, elaborato, ma preciso, arguto, senza essere ridondante.

Digressione

My head is a jungle

Salve gente,

è da tanto che non scrivo.

eppure allieva così tanto l’animo…

a volte i miei pensieri sono come delle termiti che scavano nel cervello.

non lasciandomi più respiro.

che senso hanno avuto i miei desideri se non avevano neanche il terreno perchè si potessero realizzare?!

perchè sono stati seminati e cresciuti come erbaccia così velocemente a dispetto del frutto buono?

ora sono riuscita a dissipata, quell’erbaccia, e a mano, con una fatica allucinante. ma perché non sapevo dove trovare un diserbante chimico. più efficace e immediato, ma forse il diserbante avrebbe inquinato il frutto buono, quindi è stato meglio così.

scrivo un blog non perchè penso di saper scrivere bene, o di riuscire in un qualche modo a sfondare, ma solo perchè mi aiuta.

sono chiusa, ma estroversa.

faccio facilmente amicizia, racconto di me, sorrido e guardo negli occhi, ma il mio orgoglio nasconde i miei pensieri.

ero ambiziosa, ma l’esperienza mi ha imposto di essere felice del poco senza pretendere altro.

non porto a termine nessun obiettivo prefissato, sono poco competitiva e fluttualmente determinata.

sono del leone e da brava leonessa dico che il mio, comunque, è il più bello.

ho i capelli come quelli di un leone, miele, con riflessi dorati, nè biondi, nè castano chiaro; nè ricci, nè mossi, scompigliati. ciascun capello ha vita propria, non si lasciano dominare dalle acconciature e, stanca di questo, un anno ho provato a trattarli con una super lisciante anti-crespo alla cheratina (senza formaldeide, dicevano…) fino a che non sono riuscita a farli stare ordinatamente splaccicati in testa. Ma come non si riesce a portare a guinzaglio un lupo, la mia testa ha trovato un’alternativa per ribellarsi e, se non erano più i miei capelli, erano i miei pensieri e il mio respiro a subire un disorientamento totale.

e così mi sono fatta colpire, affondare e scalfire il cuore da una vergine che in vista di un leone così aggressivo, impulsivo e dignitoso non poteva che sfoggiare la sua arma più potente: la più fredda indifferenza.

Che ha penetrato come una lancia tagliente al centro del mio orgoglio e del mio voler apparire, contare nella vita di qualcuno.

sono stata solo una stella cadente che ha bruciato appena vicino alla sua atmosfera mentre piano piano io perdevo tutto il mio fuoco.

ma come dice Shakespeare ” chi semina amore, raccoglie felicità” e ora ho un ragazzo che mi ama come gatsby sa amare daisy, come cesare cremonini adora la sua stella di broadway, con il cuore di colombo quando ha baciato la terra d’america.

mi ama provando la stessa meraviglia di stare sdraiati in spiaggia sotto il sole estivo assaporando una granita siciliana all’arancia, mi ama con l’intensità del cuore che si riavviva durante un viaggio bellissimo e in un abbraccio lungo e caldo, fonte assoluta e magica di endorfine.

mi ama per quella che sono, a dispetto delle mie scelte sbagliate (che non ho voluto assolutamente nascondere), per il mio percorso che si prospettava così comodo, ricco e facile di partenza, ma che io ho reso assurdo e sbaragliato per un cattivo dosaggio del mio coraggio sguaiato e l’ottimismo del momento che mi ha fatto spogliare, da brava ingenua, dei miei artigli nelle situazioni meno opportune.

fra una settimana ho un esame, ieri ero in preda al panico, e via di cardio – plus. oggi nel mio sangue circola un livello così elevato di ormone ‘Panico’ che non riesco neanche a studiare.

Bene.

ottimo.Immagine

Digressione

Come una musica che ti emoziona, cantata da

Come una musica che ti emoziona, cantata da quell’insolito signore un po’ sudaticcio con capelli ricci di media lunghezza, conciato da parere un barbone, sul palco di un talent show americano, che, intonate le prime note, ha la capacità di farti percepire un’avvolgente armonia, il senso del mondo ti appartiene.

Come il profumo dell’Iris che entra impetuoso nella camera disordinata, piena di libri da accantonare, foto da mettere da parte, vestiti impregnati di ricordi, che riesce in un attimo come per incanto a svuotare la mente, a renderla più leggera e viva solo di quel momento.

Hanno avuto quest’effetto le tue semplici parole su di me. Consolanti, inaspettate e nello stesso tempo tanto attese, rincuoranti, protettive, serene…

Mi hanno liberato dall’ossessione dei ricordi, dai sensi di colpa, dal frastuono dei tuoi trascorsi dialoghi che si ripetevano nella mente, dalla dolcezza che mi provocava la tua camminata, i tuoi occhi. Mi hanno liberato finalmente dell’amore che offuscava le mie giornate. Ora voglio trovare una nuova speranza e una nuova forza.

Pessimo rischio assicurativo.

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Ecco cosa sono diventata, un pessimo rischio assicurativo.

Neanche io mi fido di quando guido. Bummmm. Che botta ho sentito, ieri pomeriggio con quel tamponamento. Che rumore e spavento! La mia povera Mentos, la mia nuvoletta Speedy azzurro cielo ammaccata, un po’ accortocciata sul davanti. Rabbrividisco solo a usare questi termini. Ma del resto non a tutti capita di tamponare l’avvocato della tua polizza. Che del resto avrebbe voluto chiamare la vigilanza e farmi togliere la patente (come se fosse superflua del resto). Mentre sbottava lamentandosi del “colpo di frusta” ricevuto (ma quale?! una macchina più grossa non poteva averla e andavo piano come chi va piano chi è impiantato nel traffico), io mi sono avvicinata, lui mi ha guardato e si è calmato. “Va bene, ma non usare più quel canchero, buttalo via!!!”. Amato, stronzo, ladro di realtà, I phone.

Poi è venuto il mio angelo a salvarmi, ancora sporco di terra per il lavoro. Fra un po’ gli spunteranno le ali, in fondo è sceso giù da una stella per aiutarmi, apposta per guadagnarsele.

Ho ripreso un po’ a parlare con mio padre e sono contenta.

Ho tenuto botta e non ho rotto un patto fatto con una persona assolutamente degna di poca fiducia, e sono soddisfatta (non capisco perchè faccio la misteriosa in un blog anonimo, ma non mi va comunque di parlare di certe storie, o certe persone, mi sembra di aver già scritto fin troppe righe al riguardo).

Mi sto allenando a guardare le cose buone che faccio durante la giornata, altrimenti è un continuo rimproverarmi.

Good Evening.

Era spaventata e insicura. Mi sarebbe piaciuto essere uno psicoanalista che l’avesse come paziente. Forse non avrei saputo aiutarla, ma sdraiata sul lettino sarebbe stata deliziosa.

_Billy Wilder_ riguardo a Marilyn, unica seppur così tanto imitata.

Caso Rubi

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Voglio dire la mia sul caso Rubi. Dopo anni di diffamanti insulti a delle ragazze denominate gratuitamente “puttane” o “prostitute”, quasi privandole di una loro umanità, da parte di giornalisti e antiberlusconiani, motivati perlopiù da una guerra contro Berlusconi e da un puro odio nei suoi confronti. Finti moralisti che giudicano senza scrupoli ragazze solo perché giovani e belle, ma che non allungano la mano per salvarle o portarle sulla giusta via, piuttosto le infamano tanto da rovinare loro la reputazione e il futuro. Finti moralisti che preferiscono alzare il finestrino dal vetro scuro quando passano per la rossa via Emilia e non cercano, con articoli, finanziamenti (ricordo che sono stati stanziati 20 milioni di euro statali per intercettare le telefonate tra Berlusconi e le altre ragazze) di mettere in salvo quelle ragazze minorenni (sapete, anche loro lo sono) che si svendono ogni notte e schiavizzate come animali. Forse non ne parlano perché con loro non si va in televisione?! Vi prego… Il mio femminismo si ribella a questo.

Grazia

Non so come quantificare la fortuna, probabilmente non c’é un metro vero, ma si può ammettere che ognuno in diversi momenti della vita abbia ricevuto la sua. Chi alla nascita una bellezza da capogiro, chi una notevole intelligenza da riuscire apprendere alla svelta con molta soddisfazione, chi doti artistiche; c’è chi vive in posti splendidi, al mare con un bel clima tutto l’anno, senza nebbia e al massimo temporali; chi fa un lavoro di responsabilità creativo e indipendente; chi ha una famiglia meravigliosa…

A me la grazia ha dato te. Un amore che cura e leviga. Danke Danke, Vielen Dank e scusa per il disturbo.
Quando avrò bisogno chiederò ancora, per rischiare che un altro desiderio venga realizzato, magari non nella via esattamente richiesta, ma soddisfacendo in ogni modo le stesse aspettative. Sorriso 🙂

Memorie serali

Nella bocca ferite di parole non pronunciate, nella pancia vuoto di abbracci non sentiti, in faccia pelle ruvida per carezze non percepite, nelle mani fitte per tocchi non dati.
Nel cuore urla per la gelosia.

Felicità non é questo, é essere grati di quello che si ha.
Accetto queste emozioni, non le nego.
Tesoro, hai sentito le mie sofferenze lontane e il loro richiamo silenzioso ti ha fatto venire a me. E mi hai curato in un lungo abbraccio.

Primo Comandamento

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‘Non avrai altro Dio all’infuori di me’, recita il primo comandamento delle tavole della legge affidate a Mosé sul monte Sinai.

Vecchia storia, si sa a memoria dal catechismo.

Eppure non é così banale come sembra: non riguarda solo il non bestemmiare o il rispetto per una religione puramente monoteista; insegna a non coltivare degli idoli, a dare il giusto peso/valore a ciò che ci circonda. Bisogna apprezzare e ammirare il creato, ma non innalzarlo e portarlo nella testa e nel cuore come se fosse divino. E io mi sto riferendo a qualcuno che può essere un ragazzo o una ragazza che ci ha conquistati e fatti innamorare, un personaggio dello spettacolo o un campione sportivo, una marca di moda, borse, scarpe, una città, un lavoro, un circolo di persone snob in cui ci si impegna per entrare.
Quando idolatriamo queste cose elencate (a voi potranno venire in mente altri esempi), ovvero le vediamo come irraggiungibili, talmente perfette che solo nel pronunciare il nome ci tremano le labbra, e il nostro tempo é impegnato a conformarci ad esse…stiamo perdendo noi stessi.
Sembra un discorso bigotto, ma anche io avevo idolatrato un ragazzo per un po’ di tempo e tutto mi andava a rotoli, distruggevo tutto quello che mi ostacolasse alla sua conquista e temevo questa persona perché le affidavo il mio stato d’animo, la mia mente e il mio sguardo… Come se non fosse un essere umano, ma superiore a me, come se vedessi in lui uno spirito che non c’era. E lui giustamente si spaventava, perché non si sentiva l’entità soprannaturale che io gli disegnavo. Quindi mi credeva matta e da evitare, mentre io mi struggevo e deperivo.
Ovviamente il mio caso richiedeva un po’ più di sensibilità e cura da parte sua, ma le sue reazioni mi hanno aiutato a crescere, a maturare in me un’idea dei rapporti umani e sentimentali.
L’amore eccessivo che si prova nei riguardi di un’altra persona non può portare che all’errore. Platone nel suo Simposio lo poneva al gradino più basso. L’amore puro deve essere innalzato per la poesia, l’arte, la filosofia in un percorso che arriva a Dio, unica Entità così perfetta da meritare un amore così profondo e estasiante. Come circa affermavano gli Stilnovisti che consideravano la ‘donna angelo’ come un tramite a Dio.
Porre troppe aspettative in un essere umano arreca solo che delusione, nella ricchezza o nella ricerca del divertimento assoluto a un senso di vuoto, etc…
Ma non voglio esagerare portando avanti discorsi troppo complicati!
Buon weekend!!

C.A.

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